Di Darian Patchin, Membro del Team Edmodo (tradotto da Francesco Vino)

Ieri ho visto un post su Twitter che parlava di “pause cerebrali per i tuoi figli.” Benché tutti avremmo bisogno di una “pausa cerebrale” in questo momento, temo che le “pause cerebrali” non siano al primo posto nella lista di ciò che la maggior parte dei bambini ha bisogno ora – almeno non certo il mio! Come genitore di un ragazzo tredicenne molto attivo a cui non è mai piaciuto studiare e che ora è obbligato a stare in case (e succede per lo più con tempo freddo e piovoso), il mio problema è come tenere impegnato il suo cervello!

Nella prima settimana a casa abbiamo lasciato che le cose andassero avanti senza preoccuparci – gli insegnanti non aveva ancora coordinato il loro lavoro, gli istituti scolastici non aveva ancora stabilito un protocollo di azione i nostri programmi di lavoro (due genitori che ora lavorano da casa) richiedevano di dedicare un certo tempo alla teleconferenze e ai messaggi in tempo reale. 

Quando siamo entrati nella seconda settimana, ecco cosa ha funzionato e cosa no, e dove il giudizio è ancora sospeso riguardo all’aiuto a nostro figlio per imparare stando a casa. Come famiglia, stavamo e stiamo ancora vivendo una nuova normalità in periodo di completo sconvolgimento. Spero che l’esperienza della mia famiglia possa aiutarvi a capire cosa funziona meglio per te e per vostro figlio!

Cosa ha funzionato:

  • Azione di programmazione del lavoro scolastico. Creare una programmazione del lavoro scolastico da fare ed assicurare che nostro figlio abbia un ruolo attivo nel definire quando completerà i suoi compiti.
  • Pause significative. Uscire dalla routine giornaliera routine scolastica (8:10 – 12:10, 6 giorni alla settimana) ed invece offrire delle significative pause tra brevi ed intensi momenti di studio. Queste pause potrebbero essere giocare online, uscire o persino fare alcune faccende domestiche.
  • Tempo con gli amici online. Garantire uno sfogo sociale per nostro figlio, attraverso FaceTime o Fortnite, è stato molto importante per fargli prendere coscienza che non l’unico e che anche i suoi amici stanno affrontando le sue stesse difficoltà e che possono sperimentare insieme.

Cosa non ha funzionato:

  • Mantenere la stessa ora di andare a letto. Rispettare un rigoroso orario per andare a letto che ora non ha più senso è stata la vera battaglia nelle prime serate. Basti dire che abbiamo perso quella battaglia (a volte va bene se poi vinci la guerra). Adesso abbiamo ritardato l’orario di andare a letto ma con un adolescente più felice a cui è permesso comunque di dormire.
  • Fingere di sostenere lo stesso livello precedente di compiti per casa. Gli accademici sono importanti ma noi non siamo insegnanti e non possiamo dare lo stesso tipo di attenzione di ciò che accade in una classe. Dovete farvene una ragione. Scopri cosa puoi fare per aiutare – se si tratta di aiuto operativo o organizzativo oppure cercare il giusto video da YouTube che potrebbe aiutare a risolvere uno specifico problema di matematica.

Giudizio sospeso:

  • Una lezione online non correlata alla scuola. Abbiamo deciso che semplicemente fare alcuni dei compiti assegnati non fosse sufficiente e, dobbiamo ammettere, non proprio divertente. Così, abbiamo iscritto nostro figlio a un corso online di sua scelta: medicina legale. Le lezioni sono un’ora per settimana ed è difficile dire se gli interessa veramente. 

Stiamo navigando a vista in questa “nuova normalità” e siamo ancora all’inizio. Ciò che funziona oggi potrebbe non farlo domani e così dobbiamo rimanere aperti al successo, al fallimento e soprattutto ad avere pazienza.


Le riflessioni di Darian su riportate riflettono come le cose siano velocemente cambiate in poche settimane. Di seguito vorremmo condividere i pensieri di Darian prima che le scuole cominciassero a chiudere e il distanziamento sociale diventasse un obbligo. Mentre le famiglie di tutto il mondo si adeguano alla nuova normalità, speriamo che la prospettiva di  questo genitore possa aiutare altri genitori a superare queste sfide in continua evoluzione.

Oggi ho chiesto mio figlio di 13 anni se conoscesse qualcosa del coronavirus. La sua risposta iniziale è stata: “Non ne sono niente.” Allora ha detto “Moriranno tutti?” Ovviamente sapeva qualcosa e, come molti adolescenti (ribollenti di ormoni), è passato da una limitata comunicazione all’iper-reazione. 

I genitori si pongono il nostro stesso tipo di domande mentre proviamo a muoverci su di un terreno dove non eravamo mai stati prima – quali sono i migliori e i peggiori scenari e quali i risultati? Pensieri come “andrà tutto bene e qualcuno capirà come fare”, portano a “come posso affrontare questa situazione mentre diventa sempre più reale?” ed infine “quali sono le opzioni realistiche per il lavoro, la scuola e la vita famigliare?” Alla fine ci chiediamo “cosa devo fare per sostenere al meglio mio figlio e la mia famiglia?”

Se ti trovi di fronte alla chiusura della scuola di tuo figlio a causa del COVID-19, potresti dover affrontare una serie tutta nuova di sfide casalinghe. Come professionisti ci potremmo chiedere come sostenere finanziariamente le nostre famiglie, adattandoci a lavorare anche da casa (se non completamente), oppure considerare l’opzione di un’assistenza domiciliare per i bambini. Ma come genitori pensiamo anche alla formazione dei nostri figli – come studieranno da casa, come assicurare che non rimangano indietro e dove potranno avere i necessari sfoghi sociali (online e altro)?

Questi sono alcuni dei pensieri e delle domande che i genitori devono affrontare (lo so perché sono uno di loro!). Mentre non ci sono risposte risolutive al 100%, penso che noi di Edmodo riteniamo che sia meglio sollevare queste questioni e aprire un dialogo tra genitori ed insegnanti in modo che tutti siano meglio attrezzati per affrontare questa difficile situazione – e sapere che siamo tutti nella stessa barca.


Speriamo che questa prospettiva da uno dei genitori del nostro team possano aiutarti ad analizzare cosa funziona per i tuoi figli nel aiutarli nell’apprendimento a distanza.